Aviosuperficie di CÓ degli Oppi - 1. L'Aeroporto

Foto di gruppo della 4^ Squadriglia Caproni Intorno alla metÓ del maggio 1918, alla vigilia della battaglia del Piave, fu attivato il campo di aviazione di CÓ degli Oppi, probabilmente costruito nell'autunno del 1917 o immediatamente dopo la rotta di Caporetto, dove fu schierato  lĺXI Gruppo Aeroplani  del Corpo Aeronautico del Regio Esercito con la 4^ e la 6^ Squadriglia Bombardieri Caproni. Il Gruppo era dotato di velivoli da bombardamento pesante Caproni Ca.3 o Ca.450. CÓ degli Oppi era uno dei 27 aeroporti per l'Aeronautica dell'Esercito in funzione nel territorio nazionale verso la metÓ dl 1918 (gli altri: San Pietro in G¨,  Cividate Camuno, Casoni, Castel di Codego, Nove di Bassano, Fossalunga, Istrana, Quinto di Treviso, Grado, Villaverla, Poianella, Castel Gomberto, Busiago, CÓ Tessera, Marcon, Gazzo, Isola di Carturo, Malcontenta, Desenzano, Castenedolo, Ponte S. Marco, Ganfardine, San Pelagio, ArquÓ Petrarca, San Luca, Sarcedo.Il campo si trovava lungo la via S. Francesco  che collega CÓ degli Oppi con la frazione di Villafontana, come risulta da uno schizzo planimetrico conservato presso lĺUfficio Storico dellĺAeronautica Militare. Secondo il Commissariato d'Aeronautica, i criteri ai quali ci si atteneva per la scelta delle localitÓ da destinare a campi di aviazione erano pi¨ o meno i seguenti:

il terreno sul quale deve sorgere un campo di aviazione deve essere piano, sgombro da vegetazioni, asciutto. Allo smaltimento delle acque (...) si provvede in genere con comuni opere di drenaggio, scavando nel terreno opportuni  canali della sezione adatta alla portata stabilita. (....) I campi di aviazione  debbono poi permettere un facile transito a tutti i mezzi di trasporto occorrenti per l'esercizio dell'attivitÓ aerea. (...) Molte volte sono allacciati direttamente con la ferrovia. Gli hangars in generale sono collocati ai limiti del campo.

L'aviosuperficie fu  impiegata dal 14 maggio al 16 giugno 1918 con missioni di bombardamento, lancio di volantini patriottici e ricognizione fotografica.  Tra gli obiettivi nemici si ricordano i campi di aviazione austriaci di Gardolo, Matterello e Pergine, le localitÓ di Fucine in Val di Sole e di Vezzena, sull'altopiano di Asiago. I documenti di archivio riportano il 14 maggio come data di inizio delle attivitÓ e il 10 ottobre termine ultimo. In  realtÓ la permanenza dei reparti di voli fu molto pi¨ breve in quanto dopo la metÓ del mese di giugno, i velivoli furono trasferiti sul campo di Verona per iniziativa personale del comandante di Gruppo, T. Col. Armani, a causa dei gravi problemi ambientali e strutturali  del campo di aviazione. Lĺordine di operazione n. 57 del 15 giugno 1918 riporta come localitÓ di partenza CÓ degli Oppi, mentre il n. 61 del 18 giugno successivo indica Verona, Ŕ dunque da presumere che il 16 giugno 1918 i reparti di volo abbiano abbandonato CÓ degli Oppi.GiÓ il 22 maggio con il foglio n. 1260 di protocollo, il Magg. Luigi Reggio, comandante di Gruppo segnal˛ al Comando di Raggruppamento le critiche condizioni sanitarie del campo. Il 2 giugno torn˛ a ribadire che nel frattempo la situazione continuava a  peggiorare.  Il numero dei militari  ammalati aumentava di giorno in giorno e  quelli  ricoverati allĺospedale di tappa di Bovolone, in quella data sarebbe salito a 13. Fatto grave, buona parte dei febbricitanti appartenevano al personale naviganti e dunque il Gruppo non era in grado di rispondere completamente alle azioni belliche cui era chiamato. Il campo di aviazione disponeva di almeno 4 hangar (probabilmente di tipo prefabbricato), disposti a coppie.  I due della 6^ Squadriglia erano disposti accanto all'inizio della pista, mentre quelli della 4^ Squadriglia erano nel lato opposto. Interessante notare che sullo stemma della 4¬ Squadriglia campeggiava un leone rampante,  simbolo anche  della 72¬ Squadriglia Caccia e poi del 72░ Gruppo I.TPer cercare di ritrovare l'esatta posizione dell'aeroporto o aviosuperficie occorre partire dai pochi elementi a nostra disposizione che sono: uno schizzo planimetrico conservato presso l'Ufficio Storico dell'Aeronautica Militare, la tavola dell'Istituto Geografico Militare 1:25.000 e la tradizione orale. Cominciamo da quest'ultima; i ricordi tramandati sono concordi nel fissare il luogo lungo la strada o via s. Francesco che da CÓ degli Oppi conduce a Villafontana, a sud della stessa tra le attuali proprietÓ dei Malvezzi e dei Sandrini. Altre fonti orali (Pagliarini) tramandano che un manufatto appartenente all'aeroporto era situato di fronte alla strada che conduce alla Corte Bragagnani. 

Lo schizzo planimetro conferma questi ricordi ed introduce ulteriori elementi che possono meglio definire l'esatta posizione. In primo luogo la via S. Francesco. Appare chiaro che gli ingressi dell'istallazione si aprivano lungo questa via di comunicazione. Inoltre sul lato sinistro Ŕ mostrata una semicurva. Altro elemento di interesse Ŕ rappresentato dalla linea che definisce il "contorno" del campo caratterizzata da curve e spezzate. E' chiaro che la linea non rappresenta il perimetro dell'aeroporto poichŔ ci sono infrastrutture anche al di lÓ della stessa. Dalle fonti sappiamo che gli hangar della 4^ e 6^ squadriglia erano disposti agli estremi opposti della pista e che quelli della 6^ erano sulla linea di partenza. Nella relazione sull'incidente occorso ad un velivolo il 15 giugno 1918, si menziona il fatto che il velivolo, appartenente alla 4^ squadriglia, per portarsi sulla linea di partenza attravers˛ tutto il campo per portarsi vicino agli hangar della 6^. Nel disegno sono raffigurati 4 hangar disposti a coppie in mezzo ai quali c'Ŕ un ampia superficie aperta: la pista di volo (1^ ipotesi). La linea deve rappresentare comunque un mezzo fisico perchŔ sul lato sinistro sono rappresentati due varchi tra i quali Ŕ disposto il manufatto n. 5. Un aiuto per l'identificazione della linea potrebbe venire dall'analisi della tavoletta IGM. Questa mostra che un contorno simile a quello della linea dello schizzo planimetrico Ŕ dato dal percorso della Fossa del Vescovo. Tenuto conto che il disegno non Ŕ in scala trattandosi appunto di uno schizzo, e considerato che le piste di volo dell'epoca erano lunghe all'incirca duecento metri, se si vuol tenere conto anche della semicurva rappresentata lungo la via S. Francesco, si pu˛ ipotizzare una seconda interpretazione del rapporto sull'incidente del 15 giugno. CioŔ che i velivoli si dovevano portare accanto agli hangar della 6^ e decollare poi verso est. In questo caso la pista di volo doveva correre lungo un tratto di campagna non rappresentato nel disegno, che si allungava oltre l'hangar n. 2. In questa ipotesi le strutture aeroportuali mostrate nel disegno erano ad ovest del campo, verso l'attuale proprietÓ Malvezzi, mentre la pista di volo era ad est. La tavoletta IGM mostra una zona umida ad est che probabilmente rappresentava il limite orientale del campo. Altra deduzione Ŕ la pendenza del terreno, negativo verso est e che quindi doveva essere la direzione privilegiata di decollo.

 Il 31 maggio 1918 il Comando Raggruppamento Squadriglie da Bombardamento richiese al Comando del XI░ Gruppo Aeroplani, da cui dipendevano la 4^ e la 6^ Squadriglia stanziate a CÓ degli Oppi, di compilare le norme riguardanti la disciplina del volo, il servizio aeroportuale e le procedure da adottare in caso di incendio o di incursione aerea nemica. Non ottenendo risposta, lo stesso Comando Raggruppamento tornava, in data 29 giugno, a sollecitare la stesura degli ordini di servizio e nel contempo di richiedeva anche di giustificare il mancato invio o ritardo. Secondo lĺordine di massima, oltre il comandante del campo, erano anche previsti un ufficiale di giornata per ogni squadriglia (4^ e 6^), un ufficiale addetto alla polveriera, un ufficiale addetto alle fotoelettriche, un ufficiale e un sottufficiale di sottoservizio, un sottufficiale di giornata per ogni squadriglia, una guardia fissa di 50 uomini oltre a 10 uomini forniti dal distaccamento M.T. a disposizione degli ufficiali di giornata alle squadriglie. Tra i due sottufficiali di giornata, il pi¨ anziano assumeva le funzioni di sottufficiale di ispezione.

 

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