Aviosuperficie di Cà degli Oppi - 2. Le Operazioni di guerra

Caproni della 6^ caduto sull'Adamello il 25 maggio 1918. Era decollato da Cà degli Oppi L'ordine di battaglia al'inizio del giugno 1918, vedeva la 4^ Squadriglia con 7 velivoli Ca.450 (abbiamo ragione di credere che alcuni erano però schierati a Verona con il comando del raggruppamento), 6 piloti, 4 piloti di truppa,  7 osservatori e 10 mitraglieri. La 6^ squadriglia disponeva di 5 velivoli Ca.450 con 5 ufficiali piloti, 6 piloti di truppa, 7 osservatori e 7 mitraglieri. Attraverso 6 ordini di operazione ed alcuni messaggi ad essi relativi conservati presso l’Ufficio Storico dell’Aeronautica Militare, si può ricostruire una buona parte delle operazioni condotte contro il nemico dall’XI° Gruppo Aeroplani nel breve periodo di tempo (poco più di un mese) trascorso sul campo di Cà degli Oppi. I documenti coprono il periodo dal 23 maggio al 15 giugno 1918 e descrivono le azioni condotte contro gli aeroporti e le altre installazioni austriache della zona di Trento.  Gli equipaggi sono descritti, se non diversamente indicato, nell'ordine: primo pilota, secondo pilota, osservatore e mitragliere.

AZIONE DEL 19 MAGGIO 1918

 L'azione del 19 maggio condotta dalla 4^ e 6^ Squadriglia Aeroplani, dovrebbe essere stata la prima condotta da Cà degli Oppi (I reparti di volo erano arrivati il 14 maggio). L'obiettivo da battere fu la stazione ferroviaria di Grigno, in provincia di Trento (Valsugana orientale). All'azione parteciparono 6 Caproni 450 HP (4071-4215 della 4^ squadriglia e  11503-11502-4076-2376 della 6^ squadriglia) armati di granate mine da 260 mm, da 162 mm, granate torpedini da 162 mm e granate incendiarie a liquido speciale. I velivoli partirono alle 5,30 del mattino e con buone condizioni atmosferiche raggiunsero  l'obiettivo a 3500 metri di quota. L'esito del bombardamento si ritenne efficacissimo. La formazione fu accolta da un intenso tiro antiaereo che danneggiò il velivolo 4215 con 6 pallette di shraplnes. Anche i velivoli 11502 e 4071 furono colpiti seppur in parti non vitali. Complessivamente furono lanciati 72 ordigni pe un peso complessivo di 2130 kg. Tutti i velivoli furono di ritorno tra le 7,35 e le 7,45. L'azione fu condotta dal Ten. Col. Armani, dal Ten. Ridolfi, Cap. Pallotta e soldato Cantarutti (4071), dal Ten. Pirola, Caporale Brusadin, Ten. Pinardi e Caporalmaggiore Borghi (4215), dal Cap. Nardi, Cap. Crescenzi, Sottotenente Pocetta, soldato Buratti (11503), dal Ten. Cavallerin, Serg. Guarino, Ten. Da Passano, soldato Villone (11502), dal Ten. Marelli, Sottotenente Santi, Ten. Petracabrina, sold.    .... (4071), dal Ten. Soliani, Serg. Cacciatori, Ten. Cima e soldato Pezzoni (2376).

AZIONE DEL 25 MAGGIO 1918

 Questa memorabile missione era destinata a colpire il paese di Fucine, nella zona del Tonale contro concentramenti di truppe austriache ed infrastrutture di rifornimento. Dei sei velivoli impegnati, cinque Ca.3 450 HP  (4071-4215-11507-11502-4076) ed un Ca.5 da 600 HP (11585), quattro partiti da Cà degli Oppi e due da Verona, nessuno raggiunse l'obiettivo a causa delle condizioni atmosferiche  assolutamente proibitive incontrate sul Tonale, con  fortissimo vento a raffiche e violenti turbini. In particolare all'equipaggio del 4076 capita un'avventura che poteva davvero avere conseguenze peggiori. Non appena in quota il velivolo venne investito da violente folate di vento che crebbero fino ad assumere le caratteristiche di una vera e propria bufera. Appena passate le linee l'aereo è trascinato verso il basso dalla furia degli elementi  nonostante i motori al massimo e per alleggerirlo l'equipaggio è costretto a sganciare le bombe a casaccio. Mentre vira per prendere la rotta di ritorno un motore si ferma ed il bombardiere è costretto a puntare sull'Adamello perdendo quota. Non appena arriva sul ghiacciaio Il Caproni viene letteralmente strappato dalle mani dei piloti ed in balia della tormenta inizia una serie folle di salite e picchiate, viti e scivolate d'ala in assetti assurdi. I piloti invano riacquistano un minimo di controllo per tentare di uscire dalla conca ghiacciata passando tra due cime, quando una nuova raffica li respinge. L'unica speranza è prendere terra sula neve ai piedi del ghiacciaio e con immani sforzi Marelli e Soliani riescono a posare le ruote del Caproni in un tratto pianeggiante. Dopo una breve corsa l'aereo affonda il carrello nella neve e affonda. L'equipaggio, sostanzialmente illeso, venne prontamente soccorso da alcuni alpini ed i piloti ricevettero encomi ufficiali per lo splendido atterraggio  a 3150 metri di quota ( da: I reparti dell'aviazione italiana nella Grande Guerra. Gentilli, Varriale, edito Ufficio Storico A.M.). Il resto della formazione lanciò le bombe su Tizzano (1 1502) ed oltre le linee del Tonale (4215-11507). Complessivamente furono lanciate 48 bombe senza incontrare reazione contraerea. I velivoli 4215, 11502 e 11507 furono costretti ad atterrare a Ghedi per mancanza di benzina fra le 8,40 e le 8,55. Riforniti di carburante rientrarono a Cà degli Oppi alle 11,30. Gli altri apparecchi erano già tornati alle ore 8,30. La missione si svolse a 4000 metri di quota con armamento composto da  granate mine da 162 mm,  granate torpedini da 162 mm e granate incendiarie a liquido speciale. I velivoli partiti alle 4,45 del mattino era affidati ai seguenti equipaggi:   Ten. Col. Armani, dal Ten. Ridolfi, Cap. Pallotta e soldato Cantarutti (11585), dal Ten. Pirola, Caporale Brusadin, Ten. Pinardi e Caporalmaggiore Borghi (4215), dal Cap. Nardi, Cap. Crescenzi, Ten. Cutry, Serg. Lovera (4071), dal Sottotenente Santi, Serg. Ponti, Ten. Cima, caporale Canziani (11507), dal Ten. Cavallerin, Serg. Bonalunni, Ten. Da Passano, soldato Dal Lago (11502),dal Ten. Soliani, Ten. Marelli,  Ten. Cassinelli, caporale Marcon  4076).

AZIONE DEL 1 GIUGNO 1918

 Alle 2,30 del mattino quattro Caproni 450 HP (11507-11503-1502-2376) decollarono da Cà degli Oppi alla volta del campo di aviazione austriaco di Gardolo (Trento), armati di granate torpedini da 200 mm e 162 mm e con granate incendiarie da 162 mm. Da una quota di 3200 metri, visibilità scarsa e l'obiettivo parzialmente coperto da densa foschia e nubi, lanciarono 48 bombe per un peso complessivo di circa 1200 kg accolti da un intenso tiro antiaereo.  L'esito del tiro si ritenne efficace. Durante il volo fu notata la città di Trento e dintorni illuminati. La città di Trento venne messa al buio durante il sorvolo mentre i dintorni, compreso Gardolo, rimasero con le luci accese. A nord di Trento furono anche notati moltissimi fari due dei quali molto potenti. Dopo due ore di volo tutti i velivoli rientrarono indenne alla base.  Gli equipaggi erano così composti:   Ten. Pirola, Serg. Ponti, Ten. Corica, caporal maggiore Borghi (11507),  dal Ten. Marelli, Ten. Borri, Ten. Marchi, Soldato Zamboni (11503),  dal Ten. Cavallerin, Serg. Guarino, Ten. Cassinelli, soldato Pocetta (11502), dal Ten. Soliani, Serg. Cacciatori, Ten. Cutry, soldato Buratti  (2376). 

AZIONE DEL 2 GIUGNO 1918

 Due velivoli Caproni (11502-11507) si alzarono in volo tra le ore 2,35  e 3 del mattino per raggiungere la strada che va da Mattarello a Trento armati ciascuno con quattro granate torpedini da 162 mm e con un carico di manifestini. Il Ca 11502 lanciò i manifesti in Val Lagarina (Zona di Trento e nord), mentre il Ca 11507 nella zona compresa fra Mori, Riva ed Arco.  Il primo velivolo lanciò anche il materiale di armamento sull'obiettivo. Il tiro di artiglieria contraerea fu poco intenso e furono notati molti fari. Entrambe le unità rientrarono al campo alle ore 4,45. Le missione si svolsero da 3600 metri con condizioni meteo mediocri quattro e molta foschia.  Gli equipaggi erano così composti:   Ten. Pirola, Serg. Ponti, Ten. De Liguoro, caporal maggiore Borghi (11507),  dai piloti Ten. Cavallerin, Ten. Borri, e dagli osservatori Ten. Da Passano e Ten. Cassinelli (11502).

AZIONE DEL 8 GIUGNO 1918

Obiettivo di questa missione fu il campo di aviazione austriaco di Pergine (Trento) attaccato con successo da sei Caproni decollati alle ore 4,30' (11502-11503-2338-2376-1507-4215). Oltre al carico bellico usuale, ogni velivolo imbarcò anche 50 kg di manifestini che furono lanciati nella zona Civezzano-Pergine-Levico. Complessivamente furono lanciati 1350 kg di alto esplosivo e la formazione fu fatta segno di un tiro contraereo intenso e bene aggiustato. Tutti i velivoli furono colpiti in parti non vitali. Il Ca 11507 riportò uno squarcio abbastanza grande nel profondeur e la rottura di un montante del medesimo. Il Ca. 4215, riportò fra l'altro, la rottura di un montante. Furono eseguite fotografie sul bersaglio con tre macchine. Il volo fu effettuato da 3000 metri con buone condizioni atmosferiche, densa foschia sulla rotta ma leggiera sull'obiettivo. In complesso le condizioni di visibilità furono ma a quote inferiori alla formazione. Tutti gli equipaggi rientrarono al campo felicemente fra le ore 7.00' e le ore 7,45'. Gli equipaggi erano così composti: Serg. Brusadin, Serg. Brambilla, Ten. Lorica, Caporale Rossini (4215), Serg. Ponti, soldato Longoni, Ten. De Liguoro, caporalmaggiore Borghi (11507), Ten. Cavallerin, Serg. Guarino, Ten. Cassinelli, Soldato Vittone (11502), Ten. Borri, serg. Bonalunni, Ten. Marchi, Soldato Pistidda (11503), ....., Serg. Cacciatori, Sottotenente Torretta, soldato Tezzoni (2376), serg. parasponi, soldato Mariotti, Ten. Da Passano, soldato Zamboni (2338).

 AZIONE DEL 10 GIUGNO 1918

Con l’ordine di operazione n. 45 del 8 giugno il Comando dell’XI° Gruppo Aeroplani organizza una azione di bombardamento sul campo di aviazione di Gardolo (Tn) condotta da 1 velivolo della 4^ Squadriglia (2238) e 4 velivoli della 6^ Squadriglia (11507-11502-2376-11503) da eseguirsi il giorno successivo. Per il cattivo tempo l'azione fu nuovamente rimandata al 10 giugno. I velivoli decollarono da Cà degli Oppi  alle ore 5.00 e in formazione serrata si portano sul campo di Ganfardine (Villafranca), dove a 1000 metri di quota, lanciano la fumata per avvertire la caccia di scorta. Proseguono poi per il Monte Altissimo, Monte Stivo, Vezzano e Gardolo. L’armamento di caduta è composto da 2 granate mina da 162 mm, 6 granate torpedini da 162 mm e da 2 granate incendiarie. Ogni velivolo aveva inoltre il compito di eseguire 6 fotografie. L’azione di bombardamento non venne portata a termine, perché, arrivati all’altezza di Monte Altissimo, i velivoli furono costretti a tornare indietro per intensissime nubi e densissima foschia che non consentivano il proseguimento. gli aeroplani avevano a bordo anche 50 kg di manifestini ciascuno. Le unità rientrarono al campo tra le ore 6,15' e le 6,35'.

 

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