
Aviatori - M.llo Pilota Silvio Ferrigolo
Fu ferito mortalmente durante una missione di guerra, mentre sorvolava la Sicilia. Ora, ad oltre 70 anni da quel
tragico evento, è stato ritrovato l'aereo che Silvio Ferrigolo, maresciallo legnaghese della Regia aeronautica, stava pilotando
quando venne abbattuto da un caccia britannico. Il militare, all'epoca 28enne, era nato l'8 maggio di cento anni
fa a Grancona, nel Vicentino. Tuttavia, quando venne colpito mortalmente, nel luglio del
1943, la sua famiglia si era già trasferita a Legnago. Inizia così l'articolo de L'Arena del 3 maggio 2015 a firma Fabio Tomelleri, che ha riportato all'attenzione la storia del valoroso sottufficiale pilota legnaghese di adozione. Ammesso al corso di pilotaggio
in qualità di allievo sull'aeroporto di Taliedo il 7 febbraio 1936, Ferrigolo venne trasferito a Puntisella il 4 maggio successivo per effettuare il passaggio su velivoli idrovolanti. L'8 giugno raggiunse Como e poi di nuovo in Istria, a Portorose nel settembre presso la
scuola pilotaggio. Nell'ottobre venne promosso primo aviere e nel luglio dell'anno successivo arrivò al Comando Militare del Basso Tirreno di Taranto a disposizione della 145^ Squadriglia. Il 25 agosto fu promosso sergente e
imbarcato sulla nave appoggio e trasporto G. Miraglia dove rimase fino a fine anno quando fu trasferito a Cadimare (Sp). Il 9 gennaio raggiunse sulla base di Elmas la 146^ Squadriglia e nel marzo successivo l'isola di Lero presso la 147^ Squadriglia.
La testimonianza di un altro pilota, Antonio Inguscio, precisa invece che a
Lero Ferrigolo era un suo compagno presso la 161^ Squadriglia Idrovolanti
dotati di velivoli Ro.44. Inguscio ricorda che Ferricolo era il suo
antagonista nell'esecuzione della manovra acrobatica della vite, "Giocavamo
a chi faceva opiù giri!". Il 21 maggio del 1942,
promosso Maresciallo fu assegnato alla 361^ Squadriglia di Grottaglie (Ta), probabilmente a causa di problemi di salute che lo tennero lontano dalle operazioni fino all'aprile del 1943, quando raggiunse Osoppo nell'ambito della ricostituzione del 50° Gruppo Assalto.
Assegnato alla 391^ Squadriglia (159° Gruppo). Il 2 giugno il Gruppo fu mobilitato per la difesa di Pantelleria e trasferito sull'aeroporto di Pistoia al comando del Magg. De Francesco. Non ancora dotato di velivoli Re.2002, era equipaggiato con una trentina dei
più modesti Fiat G.50 bis d'assalto. Nella giornata del 9 giunse il segnale d'allarme dal Comando di Squadra, e il reparto iniziò a raggiungere Capua, e dopo il rifornimento, l'aeroporto di reggio Calabria, decentarndosi in località Gotta D'Auro. La prima
missione del reparto si svolse nelle prime ore del pomeriggio del giorno 11, per attaccare con bombe alari i mezzi da sbarco alletai in navigazione verso Pantelleria. Con la notizia della caduta di Pantelleria, il Gruppo che si trovava sugli aeroporti siciliani, fece immediatamente
ritorno a Reggio Calabria. Nella stessa mattinata (12 luglio), decollando dall'aeroporto di Catania, decollarono alle ore 7.10 nove G.50 diretti nella zona di Siracusa per mitragliare colonne motorizzate alleate a NW della cittadina. Giunti sul posto i velivoli italiani venivano attaccati
da numerosi caccia della RAF che abbattevano 3 G.50 contro la perdita di uno Spitfire. Tra i caduti Silvio Ferrigolo, che ufficialmente venne considerato disperso.
Queste notizie (tratte da 50° Stormo d'Assalto di Nino Arena, 1979)
sono piuttosto imprecise. Lo stesso autore in un altra pubblicazione (La
Regia Aeronautica 1939-43, volume IV, L'anno dell'armistizio, 1986) precisa
che il 159° Gruppo era già stato inviato in precedenza iin zona di
operazioni e precisamente dal 10 giugno sull'aeroporto di Gela /Gotta
D'Auro, che comunque rientrava a Pistoia il giorno 13 per completare la
preparazione e l'addestramento. Per la seconda fase conferma l'arrivo
del 159° Gruppo il giorno 10 luglio ma sull'aeroporto di Crotone. La
missione del giorno 12 (seconda missione della giornata) viene riportata in
partenza alle ore 11.05 da Crotone. Nove G.50 al acomando del Magg. De
Francesco diretti su Augusta. Giunti in zona venivano attacacti da Spitfire
del 111° Squadron. A questa seconda incursione viene ascritto l'abbattimento
di Ferrigolo. Da un articolo cui si ignora la provenienza: " Partito
alle 7.10 dall'aeroporto di Catania Fontanarossa con altri 8 G.50 Bis/A del
159° Gruppo d'Assalto, alla guida del Cap. Pilota Guido Bonino, allo scopo
di attaccare nel siracusano delle colonne motorizzate nemiche, venivano
intercettati da 12 Spitfire IX del 72° Squadron. Il M.llo Ferricolo veniva
colpito gravemente alla schiena, fu visto per l'ultima volta allontanarsi in
assetto scomposto e in un disperato tentativo di atterrare fuori campo, finì
in una salina nei pressi di Magnisi. Qui fu trovato intatto nel maggio del
1950, sette anni dopo, inchiodato al posto di pilotaggio del supo G.50bis/A
codificato 391-10, MM. 6061. Il sale aveva conservato il corpo dello
sventurato pilota sul quale furono trovati brandelli di tuta da volo e il
tesserino personale di riconoscimento".
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