Aeroporti - 5. Ganfardine o Villafranca di Verona

 

Arrivo del 332esimo reggimento fanteria dell'esercito americano a Villafranca nel 1918

Fin dall’anno 1911, il territorio di Sommacampagna fu teatro di un importante esperimento di movimento aeromobile nell’aria, effettuato in un’area militare ai piè delle colline di Custoza e la strada per Villafranca; infatti, alle ore 6.30 dell’11 luglio, un dirigibile partì da quel luogo per una prova e sorvolò la vicina Villafranca, fino a Mantova rientrando poi nel suo hangar. Durante le grandi manovre militari tenutesi il giorno dopo a Sommacampagna, ebbe luogo il primo esperimento ufficiale in Italia di manovre militari con l’intervento di un "dirigibile". Al fatto seguì una grossa disputa fra i sostenitori del dirigibile e i fautori dell’aeroplano. Scrive il giornale L’Arena dell’11 luglio 1911: L’esperimento effettuato a Sommacampagna, al termine delle esercitazioni, dimostra che chi combatte con l’ausilio del dirigibile contro un nemico che ne sia sprovvisto, gode di un vantaggio tale a quello di combattere contro un cieco: uno mena fendenti e l’altro sa dove colpire". Durante la prima guerra mondiale, nel 1917, dopo la ritirata di Caporetto, l’Aeroporto iniziò la sua attività, sull’area delle precedenti grandi manovre militari, con una piccola base militare in località Gasparina di Sommacampagna. L'aeroporto divenne operativo nel maggio giugno 1918 in occasione della battaglia del Solstizio. Il primo reparto ad arrivare fu la 134^ Squadriglia con velivoli Pomilio PE,  il 3 maggio 1918 proveniente da Verona Tombetta. Il 12 maggio fu la volta della 61^ Squadriglia con i velivoli Savoia Pomilio S.P. 4 e della 1^ Sezione S.V.A. al comando del Capitano Palli, mentre il 14 maggio arrivò la 75^ Squadriglia da Caccia. Una data significativa per l'aeroporto fu il  luglio del 1918, quando il comando del 3° Gruppo Aeroplani si spostò da Verona ed ebbe il nome di "Ganfardine" dalla vicina frazione del comune di Caselle di Sommacampagna. Nell'estate del 1918 è da ricordare uno dei maggiori eventi storici nel veronese: l’incontro fra il vescovo Bartolomeo Bacilieri e il re Vittorio Emanuele III, avvenuto il 1° agosto 1918 alle Ganfardine, in occasione dello schieramento delle truppe americane del 332° Reggimento fanteria, alloggiate a Sommacampagna nel Ricreatorio Popolare e poi impiegate sul fronte italiano. La località era stata scelta per la vicinanza dell'aeroporto militare voluto alla Gasparina dallo stato maggiore dell’eser-cito dopo la ritirata di Caporetto (R. Adani, "Storia dell'aeroporto civile di Caselle di Somacampagna)..  Successivamente cambiò il nome in quello di Villafranca, dalla località del famoso "Quadrato". Non ancora terminati i lavori di preparazione, il 3 maggio  cominciano ad affluirono su di esso alcune Squadriglie del 3° Gruppo Aeroplani (134^ squadriglia), poi la Sezione SIA della 61^ Squadriglia il 12 maggio e la 1^ sezione SVA, la 75^ squadriglia caccia il 14 maggio. Comandante dell'aeroporto fu il Cap. Arturo Oddo. Vi erano schierati i seguenti reparti: 1^ Sezione SVA al comando del Ten. Finzi, 61^ squadriglia al comando del Cap. Brizzi, 75^ squadriglia al comando del Cap. Oddo, 134^ squadriglia al comando del Cap. Barone.

Dopo la fine delle ostilità , almeno dal 1923 sull'aeroporto funzionò una scuola di volo privata fino al 1940. Nel 1940, con l’entrata in guerra dell’Italia questo Aeroporto militare fu nuovamente potenziato con la creazione della sede di comando all’inizio dell’abitato di Villafranca, in via Quadrato, lungo la strada provinciale per Verona, con l’acceso agli edifici amministrativi quasi di fronte allo storico monumento risorgimentale del Quadrato. Dietro, i grandi hangar per gli aerei, (che dopo la guerra furono occupati dall’industria conserviera Cirio), e l’area del campo di aviazione con piste in erba estese fino alla località di Ganfardine, al confine con il territorio di Sommacampagna. Nel 1941-42 fu nuovamente ampliato, sempre nel territorio di Ganfardine di Villafranca, con piste bitumate. Il 5 aprile 1943 l'aeroporto fu trasformato da "campo di fortuna disarmato" a aeroporto di 1^ classe armato. Il 10 aprile 1943 cominciarono ad affluirvi i reparti del 10° Stormo Bombardamento Terrestre. Il 29 aprile successivo avvenne la cerimonia di inaugurazione del nuovo campo. all'epoca il comandante era il Col. Pilota Ettore Pasquinelli. Con il trasferimento dello stormo a Iesi, avvenuto il 31 maggio 1943, sul campo rimasero il 1° Nucleo Addestramento Bombardamento e la Scuola di Volo senza Visibilità. Dal 1 giugno il comandante dell'aeroporto divenne il Magg. Aldo Passerini. Dopo l’8 settembre 1943, con l’invasione tedesca, vennero requisiti diversi terreni ai contadini della zona tra Villafranca e Sommacampagna, e l’Aeroporto fu allora potenziato con una prima pista costruita in cemento, che era lunga 2.020 metri. Fu poi prolungata in due epoche successive fino a raggiungere la lunghezza complessiva di 2.990 metri, comprendeva il dislocamento di hangars, arrivando, per le diverse diramazioni delle piste e margherite di decentramento, anche fino a ridosso dell’abitato di Sommacampagna. In seguito a questi lavori, l’aeroporto vide un notevole movimento bellico operativo, con insediamento di postazioni di batterie contraeree, di velivoli e altre attrezzature militari, divenendo così un punto strategico per operazioni militari di grande importanza. L'aeroporto subì bombardamenti alleati. Tra questi si ricorda quello del 12 ottobre 1943, che oltre gli obiettivi militari colpì anche le zone di campagna vicine,  e del 26 ago-sto 1944, giorno della "Fiera" che colpì parzialmente anche la popolazione di Sommacampagna con un bombardamento a tappeto di spezzoni (piccole bombe incendiarie e dirompenti), nella zona sud-est del paese, all’inizio di via Dossobuono e Bigatara  dove si trovavano hangar e piste con aerei. La Luftwaffe schierò sull'aeroporto un gruppo da caccia con BF109G dal 24 agosto 1943 al 9 settembre 1943, poi gruppo di bombardieri Ju88D dal 25 settembre 1943 al 14 dicembre 1943 (il KG30 Adler), poi  dal 10 ottobre 1944 all'aprile del 1945 vi fu stanziato il NSG 9 della Luftwaffe armato con velivoli Stukas. L'aeroporto venne completamente distrutto dai bombardamenti degli americani e dai soldati tedeschi prima di abbandonarlo. Il 25 Aprile 1945, finita la guerra, senza più nessun controllo militare, divenne un arsenale all’aria aperta con vari pericolosi residui bellici abbandonati: bombe e spezzoni incendiari inesplosi, carcasse di aerei, di camion, di motociclette, reperti di munizioni, proiettili di cannoncini di contraerea. Nell'immediato dopoguerra rimase solo un presidio di vigilanza che fu sciolto il 25 maggio 1946. Nel 1951 furono eseguiti lavori per l'ampliamento dell'aeroporto, con il prolungamento della pista di volo e la costruzione di fabbricati per alloggi e servizi vari che trasformarono radicalmente l'aeroporto, rendendolo adatto ad ospitare i nuovi velivoli a getto. Nello stesso anno cominciarono ad affluire uomini e mezzi del 5° Stormo C.T.. Il 1 febbraio 1953 il 5° Stormo si trasformò nella 5^ Aerobrigata, che nel 1956 si trasferì poi a Rimini. Nel frattempo, dal 1 dicembre 1954, sull'aeroporto ebbe sede il 3° Stormo Ricognizione Tattica che, trasformatosi anch'esso in Aerobrigata il 1 gennaio 1956, e subendo nel tempo cambiamenti ordinativi e di funzione, è ancora presente sul sedime di Villafranca.

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Fonti. Ufficio Storico Stato Maggiore Aeronautica

 

 

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