36^ Aerobrigata I.S. - 1.  La 36^ Aerobrigata Interdizione Strategica

Dopo un aspro dibattito parlamentare, venne costituita in Italia il 1 maggio del 1960, la 36ª Aerobrigata Interdizione Strategica, sul piccolo aeroporto di Gioia del Colle, che per l'occasione venne ampliato e dotato di una pista di volo rispondente agli standard NATO, una sala di controllo per le basi di lancio dei missili e un impianto per la produzione dell'ossigeno liquido impiegato come comburente dal Jupiter (come combustibile utilizzava il kerosene).  La 36^ Aerobrigata fu costituita con il foglio 1406/253 del 13 aprile 1960 a firma del Sottocapo dell'A.M.I. Gen. Pasti con quattro reparti: il 1° (Gruppi 56-57-58-59-60) e 2° Reparto Missili (Gruppi 108-109-110-111-112), il Reparto Efficienza Rifornimento e Trasporti (E.R.T.) e il Reparto Servizi Operativi e Generali (S.O.G.). L'unità venne posta al comando del Col. Pilota Edoardo Medaglia. Inizialmente furono attivati il 1° Reparto tranne il 58° Gruppo, mentre il 2° Reparto era composto dal solo 109° Gruppo. Nel primo semestre di vita l'aerobrigata iniziò il dispiegamento sul territorio concentrando gli sforzi maggiori per rendere funzionale il Reparto manutenzione e le basi di lancio approntate nel frattempo da un reparto americano. L'addestramento del personale tecnico e operativo (circa 200 unità) venne portato a termine dal F.D.T. 10 dell'US Army. Al dicembre del 1960 erano operative 5 basi di lancio. La configurazione organica fu completata nel primo trimestre del 1961 con l'assunzione del Comando della Aerobrigata dal Gen. B.A. Giulio Cesare Graziani, M.O.V.M. (8 Febbraio 1961). In primavera 3 equipaggi furono inviati negli Stati Uniti per la campagna tiri reali. Un missile Jupiter fu lanciato il 22 aprile 1961 da Cape Canaveral. Nell'estate furono completate le 10 postazioni di lancio previste ma la situazione del personale tecnico ed operativo continuò ad essere deficitaria. Il primo gruppo di equipaggi addestrati negli Stati Uniti avrebbero dovuto aspettare la primavera del '62 prima di poter ricevere i rincalzi che nel frattempo stavano frequentando i corsi di lingua inglese. Nel luglio 1961 altri tre equipaggi furono inviati a Cape Canaveral per un lancio reale che mise in luce carenze addestrative di un certo rilievo. Nella primavera del 1962 giungono i nuovi equipaggi dal centro di addestramento ad alleviare la precaria situazione del personale ed iniziano le revisioni annuali dei missili. Il 1 agosto altri tre equipaggi completi effettuarono un  lancio reale da Cape Canaveral. Il 15 settembre 1962 il Gen. Graziani lasciò il comando al Gen. Oreste Genta. A fine anno con l'arrivo di ulteriore personale qualificato continuò a migliorare lo standard addestrativo ed operativo dell'Aerobrigata che riuscì ad approntare altri tre equipaggi da inviare negli USA per il lancio reale.

 La 36^ Aerobrigata, al primo maggio 1960 aveva in organico 515 tra ufficiali e sottufficiali e 750 avieri di truppa. Alla cessazione delle attività l'organico era di 1134 ufficiali e sottufficiali e di 1309 avieri di truppa. C'erano inoltre circa 350 americani dapprima del  Support Squadron 7230, poi del Munition Maintenance Squadron 305 (1962). Ogni sito di lancio aveva un organico di circa 130 militari che avevano il compito di eseguire periodicamente i test di efficienza dei missili e di assicurare il costante stato di approntamento delle armi. Le testate nucleari erano  montate direttamente sui missili. L'intero apparato fu naturalmente oggetto delle attenzioni dei sovietici, e nel 1962, un MIG-17 probabilmente in ricognizione fotografica precipitò, per cause sconosciute, nei pressi di Acquaviva. Le 10 postazioni dei missili (ognuna con tre Jupiter) erano disposte a raggiera intorno a Gioia in un raggio da 10 a 30 miglia. Ogni postazione, ad eccezione della numero 1 (la più vicina a Gioia), aveva un proprio supporto logistico. I missili erano montati sulle rampe in posizione verticale ed erano dunque visibilissimi. Ogni sistema d'arma era installato su circa 20 veicoli inclusi due veicoli con gruppo elettrogeno, un veicolo per la distribuzione della potenza, cineteodoliti a corto e lungo raggio, un veicolo idraulico e pneumatico, e un veicolo per il trasporto e la conservazione dell'ossigeno. Un'altro rimorchio  era adibito a cisterna carburante della capacità di 6000 galloni. Altri tre rimorchi erano adibiti al trasporto dell'ossigeno liquido con una capacità di 4000 galloni ciascuno. Le dieci postazioni erano collegate a Gioia mediante linee di terra e radiofrequenze con ponti radio Westinghouse e Marelli. Era possibile dare istruzioni contemporaneamente a tutte e dieci le postazioni. Gioia era connessa a SHAPE mediante circuiti via filo e radio.  Un minuto e mezzo dopo il ricevimento dell’ordine di lancio al quartiere generale di Gioia, le istruzioni di inizio del conto alla rovescia potevano essere trasmesse alle posizioni  Tutti i missili operativi erano in grado di  essere lanciati dopo un conto alla rovescia di 15 minuti. I missili arrivavano in piazzola su un grande rimorchio. Mentre erano ancora sul veicolo gli specialisti attaccavano il supporto di lancio (Hinged lunch pedestal) alla base del missile che veniva poi sollevato da un verricello in posizione verticale. Quando il missile era in posizione verticale venivano collegati i cavi del carburante dell'ossidante, poi sul terzo inferiore si richiudeva una gabbia a petali composta da pannelli preformati metallici che permettevano al personale di lavorare intorno al missile in ogni condizione di tempo. I missili erano tenuti in posizione di lancio senza combustile a bordo, in prontezza operativa di 15 minuti. La sequenza di fuoco comprendeva il riempimento dei serbatoi con 68000 libbre di ossigeno liquido e 30000 libbre di RP-1 (carburante), mentre il sistema di guida veniva allineato e le informazioni sul bersaglio caricate. Al termine del rifornimento il missile era pronto al lancio. Al ricevimento dell’ordine di lancio nelle postazioni, l’ufficiale LAO (Launcher Officer) italiano inseriva una chiave che iniziava le procedure di lancio. Appena prima del completamento delle procedure di lancio, l’ufficiale LAO americano inseriva la propria chiave e attivava il circuito di lancio.  Le basi rimasero attive per tre anni, dal gennaio 1960 all’aprile 1963, quando iniziò lo smantellamento in seguito agli accordi intervenuti fra Stati Uniti e Unione Sovietica dopo la crisi di Cuba.  L'addestramento del personale italiano fu effettuato sulla base americana di Lackland (Texas) per la lingua inglese e poi presso il Redstone Arsenal di Huntsville (Alabama) per gli aspetti tecnici ed operativi. La fase addestrativa negli USA iniziò nel maggio - settembre del 1959 e dopo due mesi di corsi individuali il 9 novembre 1959 il primo gruppo di Italiani iniziò il IWST (Integrated Weapon System Training) che  si concluse il 19 gennaio 1960. I corsi del personale italiano negli USA terminarono nell'ottobre del 1960.

Agli inizi del 1963 cominciano a diffondersi, nonostante gli sforzi del personale dirigente, voci consistenti sulla prossima chiusura del reparto. Tuttavia continuò il flusso di personale in arrivo e nel mese di gennaio fu effettuato il 5° ed ultimo lancio reale negli USA. Il primo aprile 1963 cessò definitivamente l'attività operativa ed iniziò lo smantellamento di tutte le attrezzature del sistema d'arma presente nelle 10 basi di lancio, dando la precedenza alle demilitarizzazione dei missili. Le teste di guerra furono smontate ed inviate via aerea negli USA. I motori a reazione e i pannelli strumenti furono rimossi presso il GEM (Gruppo Efficienza Missili) di Gioia del Colle, e gli involucri e i serbatoi furono ridotti in rottami. I circa 300 autoveicoli speciali furono raccolti a Gioia del Colle in apposite aree in attesa delle successive destinazioni nazionali o americane. La 36^ Aerobrigata Interdizione Strategiche passò nella posizione "quadro" il 1 luglio 1963. La Brigata aveva in carico inizialmente 2 elicotteri Bell 47J e due Macchi Mc 416. Nell'aprile del 1961 fu assegnato un velivolo C.45. I missili Jupiter furono portati  in Italia  tra il 1 aprile e il 10 giugno 1960 con dieci voli direttamente dagli Stati Uniti a cura dell'864^ Squadron americano.

 

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